Conosciamo i vitigni Campani: la CATALANESCA, l’oro del Vesuvio

catalanesca
Foto: Parconazionaledelvesuvio.it

A partire da oggi, Ritmodivino.it inaugura una nuova sezione dedicata all’approfondimento dei vitigni campani. Iniziamo con la CATALANESCA, uva che dal 2007 è iscritta al Registro Nazionale delle Varietà di Vite da Vino

Per apprezzare meglio i vini del nostro territorio, noi di Ritmodivino.it abbiamo pensato di andare alla scoperta della storia e delle caratteristiche dei vitigni dai quali essi prendono vita.

Iniziamo con la CATALANESCA, vino largamente diffuso nella zona del complesso Monte Somma – Vesuvio.

Storia

Il nome CATALANESCA trae le sue origini dalla provenienza geografica di quest’uva, che arrivò in Campania – molto probabilmente – dalla vicina Spagna.

A portarla a Napoli sarebbe stato Alfonso I di Aragona nel XV Secolo, impiantandola in un’area che si estende da Somma Vesuviana a Terzigno.

Anticamente, i vecchi contadini la coltivavano per venderla nei mercati rionali come uva da tavola, pur utilizzandola, in parte, nella vinificazione. Successivamente, scalzata dall’arrivo sulle tavole dell’uva pugliese, la Catalanesca trovò un maggiore impiego nel settore vinicolo.

Nel 2007, quest’uva è stata finalmente inserita nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite da Vino ed oggi può essere commercializzata e vinificata con la denominazione CATALANESCA del Monte Somma IGT.

E’ un vitigno raccomandato in Campania e autorizzato in Sardegna.

Il vitigno

La pianta è molto resistente e dà grappoli piccoli con acini dalla buccia spessa, dal caratteristico colore giallo dorato. Matura verso fine ottobre – inizio novembre e può conservarsi addirittura fino al periodo natalizio.

Si alleva generalmente a pergola ma può essere coltivato anche a spalliera.

Il vino

La Catalanesca colpisce innanzitutto per il suo colore giallo paglierino con riflessi dorati.

Ti inebria con un’intensa nota floreale di Ginestra e fruttata di Albicocca. Nascendo su terreni vulcanici, il complesso Monte Somma – Vesuvio, la mineralità è una delle sue caratteristiche distintive.

Un vino da una elevata gradazione zuccherina ma dotato comunque di una buona acidità, che può essere abbinato con un’ampia varietà di piatti della tradizione vesuviana, tra cui – in particolare – lo stoccafisso al pomodoro, ricetta tipica di Somma Vesuviana.

Gradevole con formaggi freschi, paste e anche come semplice aperitivo.

GALLERIA

Autore dell'articolo: Ritmodivino

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