Il Pinot Noir spiegato dal Professor Luigi Moio

All’Aquapetra Resort di Telese Terme (BN) si è svolta la serata di presentazione di alcuni celebri vini della Borgogna. Presente il professor Luigi Moio, che ha illustrato ai convenuti le interessanti peculiarità del Pinot Noir.

Serata di grande pregio all’Aquapetra Resort di Telese Terme (BN).

Alla presenza del professor Luigi Moio e di molti appassionati di vino, accorsi qui a Benevento per degustare alcuni vini della Borgogna, sono stati degustati gli otto vini proposti dall’AIS Benevento per questo imperdibile appuntamento.

Il professore ha spiegato i metodi organizzativi e lavorativi delle aziende francesi, nelle quali le tecniche produttive e la legislazione appaiono ancora avanti rispetto a quanto accade nel nostro paese. In Italia, soprattutto al Sud, permane un atteggiamento di confronto commerciale fra le aziende vinicole e vitivinicole, mentre in Francia vi è assai più collaborazione tra gli imprenditori, i quali tendono a collaborare tra loro per la crescita comune di etichette e vitigni.

Se in Francia, infatti, ogni imprenditore ha una sua collocazione commerciale e un giovane produttore avrà sempre la possibilità di trovare il suo spazio senza finire mai in competizione con altre aziende, in Italia si gioca ancora al rialzo. Ogni produttore tenderà a considerare sempre il proprio vino come il migliore, proprio come in Francia una new-entry proprietaria di un piccolo appezzamento di terreno non potrà mai rapportarsi a chi produce un vino, da secoli, sempre nella stessa vigna.

Purtroppo, in Italia i concetti di cru e terroir sono ancora abbastanza lontani dalle logiche dei produttori, soprattutto al Sud, e a parte in zone della Toscana come Bolgheri e in vaste aree del Piemonte dove si produce Barolo, da noi c’è ancora tanta strada da fare.

Per quanto riguarda i vini, beva interessante: tutti i prodotti offerti, fra i quali il Volnay, il Pommard Pezerolles e il Monthelie 1er Cru, si sono rivelati in tutta la loro freschezza e beva.

Un piccolo appunto all’evento va fatto solo alla mancanza di un po’ di cibo semplice per diluire, nello stomaco dei degustatori, gli otto calici proposti.

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Le foto sono una gentile concessione di Antonella Liguori

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