Morto Beppe Rinaldi, purista del Barolo

Il produttore piemontese è scomparso oggi nella sua casa-cantina di Barolo, in provincia di Cuneo. Soprannominato “Citrico”, era un vero e proprio purista di uno dei più importanti vini italiani

Nel continuo e costante processo di aggiornamento degli appassionati del mondo del vino, capita che a volte ci si trovi in presenza di una notizia che fa il giro dei social, condivisa con compostezza da tutti quelli che hanno più esperienza di te, e che magari hanno avuto la possibilità di frequentare anche cantine lontane, magari quelle di regioni lontane.

La notizia di stavolta riguarda la scomparsa di Beppe Rinaldi, 70 anni, deceduto dopo una breve ma dura malattia nella sua casa-cantina di Barolo, in provincia di Cuneo. 

Gli appassionati di vino con i quali noi di Ritmodivino siamo in contatto sono veramente tanti, e vanno da quelli del più vicino Sud fino a quelli del profondo Nord, senza dimenticare, ovviamente, le Isole. 

Stavolta, spulciando le condivisioni su Facebook, ci siamo imbattuti in un pensiero lasciato da chi ha avuto modo di conoscere questo personaggio: l’amico Salvatore del blog “Chi beve solo acqua”, che scrive: “Anche se per lutto mi fa piacere ricordarlo per la sua franchezza. “Citrico” uno che non si è fatto mai abbindolare da inconcludenti stili internazionali!!! W IL BAROLO!!!”.

Lo contattiamo per chiedere della persona scomparsa e Salvatore ci racconta che Rinaldi è stato un personaggio “sui generis”, quasi un filosofo. 

Il nostro amico ci confessa, poi, che Rinaldi era un vero e proprio ribelle, uno di quelli che poco sopportava i tanti “francesismi” che oggi sono parte del mondo del vino, e soprattutto un anticonformista legato alle cose naturali, nel vero senso della parola. 

Ed infatti, approfondendo in pagine enoiche la figura di “Citrico”, scopriamo che egli sosteneva l’idea di “un vino in assenza di accelerazioni e stabilizzazioni”, un prodotto che potesse recuperare “il miglior equilibrio tra l’azione dell’uomo ed i cicli della natura”.

Capiamo così che tutti gli “amici vignaioli” debbano piangere un personaggio ricco di conoscenze, che si è speso, in vita, senza risparmio a difesa dei lavori umani e per la salvaguardia del territorio, gridando allarmi e ponendo all’attenzione mediatica questioni scomode.

Lo salutiamo anche noi, augurandogli che la terra gli sia lieve!

Autore dell'articolo: Ritmodivino

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