Viaggio tra le colline del Friuli con Pierpaolo Sirch

Lo scorso mercoledì, Ritmodivino era presente ad Atripalda, all’Hotel Malaga, per l’evento organizzato dall’ONAV di Avellino con Pierpaolo Sirch. Tema della serata i vini più espressivi della realtà friulana. Vi raccontiamo com’è andata.

Piccola deviazione in Friuli, questa sera, per Ritmodivino.

Invitati come stampa specializzata, ci siamo recati ad Atripalda, in provincia di Avellino, per seguire l’evento organizzato dall’ONAV del capoluogo irpino alla presenza di Pierpaolo Sirch.

Viticoltore e agronomo, oltreché proprietario dell’omonima cantina friulana, Sirch collabora da qualche tempo con la cantina campana dei Feudi di San Gregorio, che ha sede proprio ad Atripalda.

L’obiettivo dell’incontro era approfondire le caratteristiche della viticoltura friulana, e ricavarne un parallelismo con quella irpina.

Ci accoglie all’hotel Malaga proprio Pierpaolo, che non si sottrae ad una chiacchiera veloce con noi di Ritmodivino prima di iniziare la serata.

Persona di determinazione e passione, Sirch ci spiega che, pur essendo molto lontane geograficamente, l’Irpinia e il Friuli vantano parecchie somiglianze, soprattutto nel carattere delle persone che lavorano queste terre impervie e difficili.

Occorre, infatti, secondo Pierpaolo, grande coraggio per decidere di lavorare in zone collinari, con terreni marnosi e scoscesi, che fanno della viticoltura di queste aree qualcosa di eroico.

Nel corso della serata, dopo un excursus video e fotografico sull’ambiente pedoclimatico del Friuli, ci siamo addentrati nella viticoltura della regione all’estremo Nord-Est d’Italia, nella quale predomina il Pinot Gris come vitigno principe.

Sirch ci racconta che il Friuli fu la seconda diocesi romana al tempo dell’Impero, e regione alla quale partivano i vini destinati all’alimentazione dei legionari colonizzatori delle terre d’Oriente.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, furono gli Asburgo d’Austria a valorizzare la viticoltura in queste zone, essendo per loro la città di Trieste l’unico sbocco sul mare per commerciare nel Mediterraneo.

Nel 1860 la Fillossera e l’Oidio distrussero tutto il panorama vitivinicolo friulano e gli Asburgo decisero di rimpiazzarlo con i vitigni internazionali francesi, soprattutto il Merlot.

La Prima Guerra Mondiale azzerò di nuovo tutto: l’Impero Austro-Ungarico cessò di esistere e il Friuli divenne Nord-Est d’Italia.

Il nuovo governo scelse ex-novo di produrre vini bianchi, sostituendo il Merlot quasi onnipresente, con il Verduzzo, il Tocai (oggi Tai), il Picolit e altre eccellenze come la Ribolla Gialla, il Refosco dal Peduncolo Rosso, lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc.

Passiamo quindi, dopo questa veloce introduzione, alla degustazione vera e propria, nella quale vengono serviti cinque vini.

Il primo è una RIBOLLA GIALLA DOC COLLI ORIENTALI DEL FRIULI SIRCH della cantina di famiglia del nostro Pierpaolo. Vino di buon equilibrio, molto floreale, con sentori di miele e una buona balsamicità, che, riscaldato, esprimeva sentori minerali soprattutto di incenso.

Il secondo vino era un FRIULANO DOC COLLI ORIENTALI DEL FRIULI LIVIO FELLUGA. Scelto da Pierpaolo Sirch in quanto prodotto di una cantina molto rappresentativa del territorio, è un vino molto più floreale del precedente, con sentori di camomilla e una decisa nota speziata di mandorle, noci e nocciole.

Il terzo vino era un PINOT GRIGIO DOC COLLI ORIENTALI DEL FRIULI TERLATO. Vino elegante, di buona beva, fresco e minerale con nota iodata. Si distingueva anche per una decisa nota affumicata e di incenso.

Quarta scelta era poi uno CHARDONNAY DOC COLLIO VENICA&VENICA. Vino morbido e “piacione”, quasi ruffiano, che puntava molto sulle morbidezze. La sua provenienza è la zona di Prepotto (UD), cittadina di confine tra Italia e Slovenia.

La serata si è conclusa con la degustazione del SAUVIGNON DOC COLLIO SCHIOPETTO. Vino molto caratteristico, dai profumi molto spinti di foglia di pomodoro e peperone. Per Sirch, ciò dipende molto dalle caratteristiche del Sauvignon di confine, che è un’uva di difficile lavorazione, che spesso ha facile presenza di sentori animali. Vino comunque fresco e sapido.

Molte le personalità che noi di Ritmodivino abbiamo incontrato all’evento. Ringraziamo in particolare l’ONAV per l’accredito e Roberta Raja per l’invito.

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