Nola si scopre anche città del vino

Fantastica serata di degustazione in centro a Nola

La città di Nola è conosciuta essenzialmente per due ragioni.

In primo luogo, per essere luogo di nascita di Giordano Bruno, il filosofo bruciato sul rogo a Roma, in Campo de’ Fiori, per aver teorizzato la pluralità dei mondi. In secondo luogo, per essere la città che celebra, annualmente, la Festa dei Gigli, festa in onore del suo vescovo Paolino. Questi era originario di Bordeaux in Francia ed è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica.

Sarebbe troppo facile parlare di Nola associandola all’uno o all’altra, soprattutto alla citata festa. Di essa, infatti, i nolani vanno molto orgogliosi, sfidandosi spesso in prove di forza fra quello che il giglio lo portano ogni anno.

In effetti, la Festa prende molto gli abitanti della città bruniana. I gigli sono, infatti, delle strutture lignee di oltre 20 metri d’altezza, portate a spalla da 120 persone ciascuno.

Condurli per celebrare un santo, quindi, è motivo di grande orgoglio per i nolani.

Oggi, però, vogliamo riscoprire il vino del Vesuvio insieme a questa città, essendo stata Nola la sede di un evento alla scoperta questa particolare categoria di vini. L’incontro era organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier Delegazione Comuni Vesuviani.

Nola non fa parte di nessun areale in particolare, e, in effetti, la città è ben più nota per essere luogo di coltivazione delle nocciole, dalle quali si ricava un ottimo torrone, uno dei simboli della festa di San Felice, copatrono della città, celebrato il 15 novembre di ogni anno.

Proprio nell’ambito delle celebrazioni per San Felice, l’Amministrazione Comunale e l’Ais Comuni Vesuviani, diretta da Ernesto Lamatta, ha organizzato questo Wine Festival con Seminario all’interno del circolo Giordano Bruno.

I vini in assaggio

Diversi i prodotti in degustazione, in parte all’interno e in parte all’esterno, ma tutti di aziende collocate sul Vesuvio, uno degli areali vinicoli più vicini al centro città.

All’interno, proposto il Lacrymanero delle Cantine Olivella di Sant’Anastasia, oltre al Munazei Lachryma Christi bianco e rosso della Cantina Casa Setaro. Presente anche il Lachryma Christi della Cantina Sorrentino di Boscoreale.

All’interno scelta più varia: si andava dalla Pompeiano Bianco IGT dell’Azienda Agricola Bosco de’ Medici di Pompei, fino alla Lachryma Christi di Fiore Romano di Ottaviano.

In mezzo a questi prodotti di eccellenza, anche qualche produzione più mediocre, qualcuna che al naso presentava un corredo olfattivo più costruito.

Fra questi da segnalare erano soprattutto quelli realizzati con lieviti esogeni, i quali davano al vino un sentore di banana. Ce n’erano tuttavia anche alcuni che avevano sviluppato un profumo di acqua di governo delle olive, un aroma secondario non proprio piacevole.

Molto equilibrato ed armonico, con ottimi sentori di fiori e mineralità tipica dei terreni vulcanici del Vesuvio era invece il Cratere Rosso di Cantine Astroni. Si trattava una vera eccellenza che abbiamo degustato all’esterno del Comune, nello splendido scenario della piazza di città.

Personalità presenti

Il seminario, diretto da Ernesto Lamatta Delegato Ais, si è avvalso della presenza del sindaco Geremia Biancardi, dell’assessore Michele Cutolo e del deputato del collegio Campania Paolo Russo.

Molte le informazioni fornite dal delegato Ais sul profilo olfattivo dei vini del Vesuvio e tante le curiosità storiche sul territorio, come quella che ha visto il miliardario USA Paul Getty realizzare la sua magnifica villa di Malibu sullo stile della Villa dei Papiri di Ercolano.

Ercolano, in particolare, è stata citata per essere stata una delle città del vino dell’antichità, uno dei porti principali della Campania, dalla quale moltissimi vini realizzati a partire da uve della zona, raggiungevano ogni angolo dell’Impero.

La degustazione era gratuita: per 2,50 euro, però, era possibile trattenere il calice con la tracolla.

I VINI

LE AZIENDE PRESENTI

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